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Per promuovere l’avvicinamento dei cittadini triestini residenti nel Territorio Libero di Trieste, Il Comitato Porto Libero di Trieste (PLT) nell’ambito del ciclo di conferenze “I cittadini si incontrano” fara conoscere le problematiche di sviluppo economico-commerciale, legale, amministrativo, socioculturale e politico inerente al Territorio Libero di Trieste attualmente amministrato dagli stati confinanti, Italia, Slovenia e Croazia.

3° Conferenza: Signoraggio e una nuova moneta a Trieste
Venerdì 2 dicembre 2011 alle ore 18:00 in via S.Francesco, 2 (suonare Centro Servizi Volontariato, secondo piano).
Tema: “Il Territorio Libero avrà un proprio sistema monetario” Statuto PERMANENTE del TLT, articolo 30.
Relatore: Il Dott. Antonio MICLAVEC coautore con Marco della Luna del libro €SCHIAVI spiega cos’e’ il signoraggio e le potenzialità del sistema monetario del Territorio Libero di Trieste.
Possiamo emettere denaro nella Nazione Internazionale di Trieste?

WEB:
http://www.monetacomplementarecomunale.com/index.html
 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__euroschiavi.php

Video:
http://video.google.it/videoplay?docid=8208628600166597158# (subtitled in english)

63° Giornata internazionale dei diritti umani
Sabato 10 dicembre 2011 alle ore 10:30 in via S.Francesco, 2 (suonare Centro Servizi Volontariato, secondo piano).
Tema: 63 esimo “Anniversario della Giornata Mondiale per i Diritti Dell’uomo 2011”
Relatore: Il Sig. Marcus DONATO presidente del Comitato Porto Libero Trieste, spiega i diritti umani, civili e politici, sanciti e ratificati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1947 per il popolo triestino.
Perché questi diritti NON vengono applicati nella Nazione Internazionale di Trieste?

WEB:
http://www.portoliberotrieste.org/?page_id=418 (artt. 4, 5 e 6)
 http://www.triestfreeport.org/wp-content/uploads/2010/02/DICHIARAZIONEUNIVERSALE-DEI-DIRITTI-UMANI.pdf

Scarica la brochure

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Pubblichiamo anche online la guida semplice alla Nazione Internazionale di Trieste disponibile anche nella sezione “Documenti del Comitato PLT”.

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Dopo l’intervista al ministro degli esteri Frattini, già commentata nell’articolo NO SE POL (vedi QUI) sembra che le autorità italiane continuano a NON capire che nel Porto Libero di Trieste NON vige la legge italiana. Tale cosa e grave in quanto la Commissione Internazionale per il PLT consiglia volentieri come che si può risolvere la questione in forma legale e disciplinata, ma deve essere anche ascoltata.

Segue l’approfondimento sull’articolo uscito sul quotidiano “Il Piccolo” il 25 giugno.

Nota: I commenti sono a cura del presidente della Commissione Internazionale per il Porto Libero di Trieste, ed evidenziati in colore blu.

Fonte: Il Piccolo

25 giugno 2011

Biennale diffusa, sospeso il Punto franco

È attiva la sospensione del Punto franco in Porto vecchio per consentire lo svolgimento della «Biennale diffusa».Il prefetto Alessandro Giacchetti ha firmato il provvedimento, che si riferisce.

Nota: Il cosiddetto “Punto franco in Porto vecchio” fa parte del territorio del Porto Libero di Trieste nel quale vige la legge dell’Allegato VIII ovvero lo “Strumento per il PLT” del Trattato di Pace con l’Italia firmato e ratificato dall’ONU e dall’Italia nel 1947 in quanto aveva perso la Seconda Guerra mondiale.
Il Porto Vecchio di Trieste è un territorio extraterritoriale (internazionale) di conseguenza anche extradoganale nel quale NON può essere applicata altra legge che quella contenuta nell’Allegato VIII. Nel Memorandum d’Intesa firmato a Londra il 5 ottobre 1954 tra gli ambasciatori d’Italia, Jugoslavia, Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Stati Uniti d’America, l’Italia si impegna nell’Articolo 5 testualmente: “5. Il Governo Italiano si impegna a mantenere il Porto Libero a Trieste in armonia con le disposizioni degli articoli da 1 a 20 dell’Allegato VIII del Trattato di Pace con l’Italia.”
Le disposizioni di questo Articolo sono riportate anche nella LEGGE sulla Portualità italiana 84 del 1994 nel Articolo 6 paragrafo 12 ovvero testualmente: “E’ fatta salva la disciplina vigente per i punti franchi compresi nella zona del porto franco di Trieste.
Il Ministro dei Trasporti e della Navigazione, sentita l’Autorità Portuale di Trieste, con proprio decreto stabilisce l’organizzazione amministrativa per la gestione di detti punti franchi.”
Questo significa che la LEGGE 84/94 e valida per tutti i porti italiani ma non per le zone franche ovvero il Porto Libero dove vige la legge dell’Allegato VIII e solamente per l’Italia gli articoli da 1 a 20. Per tutti gli altri Stati incluso il Territorio Libero vigono tutti i 26 Articoli.
Dunque la seconda frase della Legge 84/94 italiana è annullata dalla prima frase, in quanto ne “Il Ministro dei Trasporti e della Navigazione,” ne “l’Autorità Portuale di Trieste” italiana hanno la facoltà di decretare o stabilire “l’organizzazione amministrativa per la gestione di detti punti franchi.”, bensì hanno l’obbligo di gestire il Porto Libero conforme “Lo Strumento per il Porto Libero” ovvero Allegato VIII del Trattato di Pace con l’Italia.
Visto che il Memorandum d’Intesa del 1954 è stato firmato a causa della Guerra Fredda, visto che questa guerra è finita convenzionalmente con la caduta del muro di Berlino nel 1989, quindi l’amministrazione provvisoria italiana sul PLT e anche sul TLT non ha più ragione d’esistere, si può considerare il “provvedimento” per la sospensione della legge vigente ovvero dell’Allegato VIII illegale, nonché un atto d’appropriazione di territorio internazionale di fatto.

[…]

Conclusione:

Nel 1954 le forze di sicurezza sotto controllo del CONSIGLIO di SICUREZZA hanno SOSPESO la protezione per il Territorio Libero e Porto Libero di Trieste e nel 2011 le forze di sicurezza ITALIANE hanno SOSPESO la sovranità internazionale sul territorio dell’ORGANIZAZZIONE delle NAZIONI UNITE.

Entrambe le SOSPENSIONI sono ILLEGALI e DEVONO CESSARE in quanto il Territorio Libero che include il Porto Libero di Trieste è una città porto marittima strategica con lo scopo di garantire che le vie di transito di Trieste siano accessibili in termini uguali per tutto il commercio internazionale e della Slovenia e Croazia (ex Jugoslavia), Italia e dei stati dell’Europa Centrale come previsto nell’Articolo 1 dello Strumento per la gestione del Porto Libero di Trieste.

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“Analisi del Trattato di Osimo del 1975”

L’analisi giuridica del Trattato di Osimo è suddivisa in 3 parti:

I Parte: “I retroscena segreti del Trattato di Osimo del 1975”
II Parte: “Analisi del Trattato di Osimo del 1975” No. 24848
III Parte: “Analisi dell’Accordo Economico di Osimo del 1975” No. 24849

Firma del Trattato di Osimo (Ancona) 10 novembre 1975

Prefazione:

La “Seconda Parte” dell’analisi del Trattato di Osimo spiega perché questo trattato non può essere considerato valido per la giurisdizione internazionale.

Come già analizzato nell’articolo “l’Oscuramento della Nazione Internazionale di Trieste”, il “Memorandum of Understanding di Londra del 5 ottobre 1954 (MoU)” non può essere considerato un accordo internazionale valido, in quanto sancisce di fatto un’OCCUPAZIONE MILITARE, da parte dell’Italia e Jugoslavia, della corporazione di Stati sovrani denominati Territorio Libero (TLT) e Porto Libero di Trieste (PLT) che compongono insieme l’unica Nazione Internazionale sovrana al mondo che è statutariamente DEMILITARIZZATA, ovvero la sicurezza viene garantita dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Questa OCCUPAZIONE MILITARE da parte dell’Italia e Jugoslavia poteva essere eventualmente giustificata dal periodo storico della “Guerra Fredda” che era diventata concreta con l’istituzione del “Patto di Varsavia” firmato il 14 maggio 1955 che contrastava il “Trattato Nord Atlantico NATO (North Atlantic Treaty Organization)”. Di fatto questa guerra di mero dispiegamento di armi nucleari, creò la “Cortina di Ferro” che suddivise l’Europa in due blocchi. Tuttavia la “Guerra Fredda” è finita convenzionalmente con la caduta del “Muro di Berlino” in data 9 novembre 1989, e definitivamente con lo scioglimento del “Patto di Varsavia” il 31 marzo 1991.

L’ACCORDO DI OSIMO del 10 novembre 1975 si basa fondamentalmente su tale Memorandum of Understanding del 1954, e dimostra solamente un stolto tentativo da parte della Jugoslavia e Italia, che avevano il compito unicamente di amministrare civilmente la Nazione Internazionale di Trieste (TLT/PLT) demilitarizzata, di appropriarsi illegalmente del territorio della stessa.

Vista la situazione attuale (2011), la scelta di consegnare nel 1954 l’amministrazione della Nazione Internazionale di Trieste (TLT/PLT) ai stati confinanti, ha creato un notevole danno umanitario e socio culturale alla popolazione autoctona ovvero ai cittadini originari del TLT, ed un danno economico commerciale a scapito di tutte le nazioni del mondo per quanto riguarda l’amministrazione italiana per il Porto Libero di Trieste (PLT).

Vista la “Prima Parte” ovvero l’intervista del 15.11.2010 fatta all’allora mediatore segreto per la parte jugoslava/slovena Boris Šnuderl, che spiega già da sé che questo trattato siglato ad Osimo nel 1975 è un “TRATTATO TRUFFA” ci poniamo la lecita domanda: “Come è stato possibile la stipula e registrazione a livello internazionale del TRATTATO DI OSIMO ?”

Il ComitatoPLT commenta questo PSEUDO TRATTATO unicamente in virtù che i cittadini del TLT e tutti i popoli che fanno parte dell’ONU possono rendersi conto della truffa fatta ai danni dei medesimi per tramite di un accordo che aiuta la criminalità organizzata italiana, jugoslava e locale triestina a sfruttare in malafede per propri fini di potere e lucro ciò che era nato nel 1947 per essere a beneficio per tutto il mondo come analizzato nell’articolo “La Nascita della Nazione Internazionale di Trieste”.

Questa analisi si compone in quattro sezioni:

RATIFICA 1977 (per l’Italia)
TRATTATO DI OSIMO 1975
LETTERE DI SCAMBIO
ATTO FINALE

Sezione II
TRATTATO DI OSIMO 1975

1987 United Nations — Treaty Series • Nations Unies — Recueil des Traités 73

No. 24848

ITALIA
e
 JUGOSLAVIA

Trattato sulla delimitazione della frontiera per la parte non indicata come tale nel TRATTATO DI PACE con l’ITALIA del 10 febbraio 1947 (con allegati, scambi di lettere e atto finale).
Firmato a Osimo, Ancona, il 10 novembre 1975

Testo autentico del Trattato, allegati I e III, scambio di lettere e atto finale: Francese.

Testo autentico degli allegati II e IV: Italiano.

Registrato dall’Italia il 9 Luglio 1987.

 TRATTATO

tra la Repubblica italiana e la Repubblica socialista federativa di jugoslavia

Le Parti contraenti,

- convinte che la cooperazione pacifica e le relazioni di buon vicinato fra i due Paesi ed i loro popoli corrispondono agli interessi essenziali dei due Stati,

- considerando che gli Accordi che esse hanno concluso finora hanno creato condizioni favorevoli allo sviluppo ulteriore ed all’intensificazione delle relazioni reciproche,

- convinte che la eguaglianza fra Stati, la rinuncia all’impiego della forza ed il rispetto conseguente della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’inviolabilità delle frontiere, il regolamento pacifico delle controversie, la non ingerenza negli affari interni degli altri Stati, il rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà, unitamente all’applicazione in buona fede di ogni obbligo internazionale, rappresentano la base della salvaguardia della pace e della sicurezza internazionale e dello sviluppo delle relazioni amichevoli e della cooperazione fra gli Stati,

si legge “il rispetto conseguente della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’inviolabilità delle frontiere” e ancora “..la non ingerenza negli affari interni degli altri Stati, il rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà, unitamente all’applicazione in buona fede di ogni obbligo internazionale..”, ma allora con quale criterio questo Trattato bilaterale cancella l’articolo 21 del Trattato di Pace con l’Italia stabilito e firmato da 21 nazioni incluso la Jugoslavia e l’Italia […]

- confermando la loro lealtà al principio della protezione la più ampia possibile dei cittadini appartenenti ai gruppi etnici che deriva dalle loro Costituzioni e dai loro ordinamenti interni e che ciascuna delle due Parti realizza in maniera autonoma, ispirandosi anche ai principi della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, della Convenzione sulla eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale e dei Patti Universali dei Diritti dell’Uomo,

[…] Scarica il documento completo in PDF

Conclusione

Per tutte le questioni riguardanti il territorio della Nazione Internazionale di Trieste (TLT e PLT), questo Trattato firmato ad Osimo il 10 novembre 1975 e NULLO e NON AVVENUTO poiché non rispetta la legge vigente per il territorio di cui all’oggetto ovvero “..la delimitazione della frontiera per la parte non indicata come tale nel TRATTATO DI PACE con l’ITALIA del 10 febbraio 1947” in quanto nel Trattato di Pace è indicato la delimitazione della frontiera tra il Territorio Libero ed i Stati confinanti di Jugoslavia e Italia.

Il Trattato di Osimo viola inoltre i seguenti accordi e Trattati internazionali:

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Ricordiamo a tutti gl interessati che oggi giovedì 16 giugno alle ore 20:00 si terrà sul Moolo IV di fronte all’Ursus l’assemblea dell’Associazione culturale dei cittadini del Territorio Libero di Trieste.

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Analisi approfondita della SENTENZA emessa IN NOME DEL POPOLO ITALIANO contro tutti i POPOLI del MONDO

Prefazione:
Dopo l’appropriazione illegale bilaterale da parte dell’Italia e della Jugoslavia del Territorio Libero di Trieste avvenuta con il Accordo di Osimo nel 1975, segue l’appropriazione illegale unilaterale da parte dell’Italia del Porto Libero di Trieste, tramite una sentenza emessa da un Tribunale della Repubblica Italiana ovvero il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio in Roma il 16 marzo 2009, sentenza n°20090267.

Sentenza originale

Documenti utilizzati: Trattato di Pace con l’Italia 1947, Allegato I, Allegato VI, Allegato VII, Allegato VIII, Memorandum di Londra, Trattato di Osimo

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Roma, Sezione III, composto dai Signori:

Domenico Lundini Presidente f.f. rei. est.
Giuseppe Sapone Consigliere
Cecilia Altavista Primo Referendario

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso u. 10362 del 2007, proposto dall’ Associazione Porto Franco Internazionale di Trieste, in persona del suo Presidente Prof. Avv. Francesco Alessandro Querci, nonché dalla Nordspedizionieri Due s.r.l., dalla Logistica Portuale s.r.l, dalla Alberti s.r.l., dalla Vecchietti e Revini s.r.l. Trasporti e Spedizioni Internazionali, dalla Quadrante s.r.l, dall’Adriatic Finance & Trade s.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti p.t.,rappresentate e difese dagli Avv.ti Prof. Ernesto Stajano, Prof. Luigi De Stefano, Elena Orsetta Querci, Prof. Francesco Alessandro Querci ed elettivamente domiciliate presso lo studio del primo dei menzionati difensori, in Roma, Via Crescenzio n. 91;

CONTRO
-il Ministero delle Infrastrutture dei Lavori Pubblici in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato;
-il Ministero dei Trasporti, in persona del Ministro p.t;
-il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, in persona del Presidente p.t.;
-la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in persona del Presidente p.t, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Enzo Bevilacqua, Avvocato della Regione, e dall’Avv. Gianna De Danieli, con elezione di domicilio presso l’Ufficio di rappresentanza della Regione, in Roma, Piazza Colonna n. 33;
-il Comune di Trieste, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dagli Avv.ti Oreste Danese, Maria Serena Girali e Domenico Vicini ed elettivamente domiciliato, in Roma, presso lo studio del terzo dei suddetti difensori, Via Emilio, dè Cavalieri n. 11;
-l’Autorità Portuale di Trieste, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa dall’ Avvocatura Generale dello Stato;
-il Ministero dell’ Ambiente, in persona del Ministro p.t.;
-la Società Porto Vecchio s.r.l., in persona del legale rappresentante p,t., presso Autorità Portuale di Trieste;

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VI° Discorso pubblico “Spiegazione dell’volantino permanente che dichiara i DIRITTI CIVILI e POLITICI del POPOLO TRIESTINO”.
Venerdì 13 maggio 2011, Molo IV, ore 17:30

Passiamo al volantino:
Nel titolo si nota che esiste un Trattato di Pace firmato nel 1947 che non è stato mai modificato o annullato. Cosa significa questo? La risposta è la seguente: Come tutti sappiamo, la II° Guerra Mondiale è stata persa dall’Italia fascista, e con questo trattato si sono regolate le condizioni ed i confini della futura Italia che oggi sappiamo e diventata una repubblica, con una costituzione democratica, facente parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ovvero si è impegnata a rispettare tutte le direttive e trattati che vengono oppure sono stati decisi dagli alleati ed associati che oggi compongono l’ONU che è un’organizzazione sovranazionale. Tuttavia è chiaro che all’epoca questa nazione italiana qualche sbaglio lo avrà pur fatto ed uno di questi era l’appropriarsi di territori che assolutamente non centravano con l’Italia e questo e successo con il cosiddetto Trattato di Rapallo nel 1920.
Tra queste appropriazioni illegali cera il Kronland di Triest che era uno Stato sovrano dalle dimensioni un poco più piccole dell’attuale TLT, con proprio governo, ma con un Governatore imposto dall’Impero austroungarico in virtù che questo Città-stato garantisse che il suo porto dichiarato già nel 1719 internazionale, sia usufruibile per tutte le nazioni che componevano l’allora Impero A.U.
Il secondo grande sbaglio che fece successivamente l’Italia fascista era di proclamare le leggi razziali a dimostrazione che un super homo italicus valeva a dir loro 50 persone autoctone dei territori occupati dal Regno d’Italia dopo la I° Guerra Mondiale.
E bene sì, tra queste cosiddette persone di razza inferiore cadeva naturalmente anche il popolo autoctono del Kronland Triest che come sappiamo era totalmente multietnico e di conseguenza per l’Italia fascista da italianizzare oppure da eliminare con mezzi tutt’altro che ortodossi.

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Il 13 maggio 2011, alle ore 17:30, sul MOLO IV in territorio internazionale del Porto Libero di Trieste (PLT), si svolgerà l’Assemblea Pubblica dell’Associazione CITTADINI DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE con la partecipazione del COMITATO PORTO LIBERO DI TRIESTE che spiegherà il volantino che dichiara i DIRITTI CIVILI e POLITICI del POPOLO TRIESTINO.

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  • Il Futuro di Trieste
    inizia dal Passato del suo Porto

    26/03/2010 | 13:09
    • Perché il Porto Libero di Trieste si trova in condizioni di totale abbandono?
    • Perché l’attuale Autorità Portuale è costituita secondo le direttive del Governo italiano?
    • Perché il Porto Libero non viene gestito come dallo “Strumento” ovvero Allegato VIII del Trattato di Pace con l’Italia, nel quale i cittadini Triestini Originali hanno il diritto legittimo di preferenza per gestire il porto che gli apparteneva da sempre?

    Di seguito vogliamo illustrare tramite l’articolo 1 della Costituzione del ComitatoPLT come le guerre e le menzogne non paghino e non possano cambiare il corso della storia, premettendo i fatti che spiegano il Porto Libero di Trieste, che è territorio di proprietà di tutte le nazioni che compongono l’Organizzazione delle Nazioni Unite, ovvero di nessuna nazione.

    Le immagini parlano da sè

    Il porto nel 2010

    1. Premesse

    Visto che:

    1.1. in data 10 gennaio 1947 è stato votato da 11 nazioni e registrato regolarmente presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, il Porto Libero di Trieste come territorio extraterritoriale di qualsiasi nazione del mondo;

    [leggi la lista completa da 1 a 30!]

    1.30. Si conclude che:

    il Memorandum d’Intesa di Londra non era valido ai fini di legge sin dalla sua sottoscrizione il 5 ottobre 1954 e di conseguenza anche tutti gli accordi riguardanti i stati sovrani di “Porto Libero di Trieste” e “Territorio Libero di Trieste” stipulati bilateralmente dalle amministrazioni militari e civili italiane e jugoslave, fatti successivamente a questa data sono da considerarsi nulli e non avvenuti. Inoltre le “Premesse” sopra citate determinano che l’amministrazione italiana può essere considerata illegale e dannosa per il Porto Libero di Trieste, oltre ad essere d’impedimento al legittimo gestore Triestino ed Internazionale, di sviluppare questo territorio extraterritoriale in forma equa per tutte le nazioni del mondo, sia giuridicamente sia di fatto.

    Viste le premesse sembra chiaro che deve esserci uno sbaglio di fondo nella storia recente di queste terre ed a parere nostro è venuto il momento di rimediare a questo sbaglio, altrimenti il nostro Porto non funzionerà nemmeno tra un milione di anni.

    [leggi l’introduzione completa al PLT]

    Per cambiare lo stato attuale insoddisfacente esiste solamente una via, cioè che i cittadini triestini originali si prendano le responsabilità di governare il proprio territorio che è composto dallo Stato Territorio Libero e lo Stato Porto Libero di Trieste e che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si prenda le proprie responsabilità di garantire l’attuazione di questi due Stati triestini come da Statuto in qualità di protettori di questi Stati internazionali e demilitarizzati.
    A questo proposito il ComitatoPLT si è costituzionalmente autoregistrato all’ONU come associazione di Cittadini delle Nazioni Unite come membro ed unico avente di diritto di rappresentare il Territorio Libero di Trieste e Porto Libero di Trieste in nome dei cittadini triestini originali del Territorio Libero di Trieste, con la finalità di sottoporre le problematiche di questi due Stati al Consiglio di Sicurezza e di eseguire le possibili soluzioni.

    [leggi l’introduzione completa al PLT]

    1. Per essere un territorio neutrale e sicuro per tutte le nazioni del mondo per incontri politici, culturali e commerciali.
    2. Per investimenti internazionali per iniziare la ricostruzione e costruzione del porto di Trieste con la possibilità di estendere la giurisdizione del territorio extraterritoriale dello Stato PLT anche sul Porto di Capodistria ovvero creare un porto concorrenziale a livello mondiale.
    3. Per la crescita economica e sviluppo del Territorio Libero di Trieste e l’Europa Centrale.
    4. Per la garanzia d’approdo equo per tutte le navi senza discriminazione di bandiera, di carico e scarico di merci e persone e prezzi per servizi portuali.
    5. Per essere una risorsa economica diretta per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per cofinanziare le missioni umanitarie che gestisce nel mondo.
    6. Per posti di lavoro garantiti per legge con la preferenza d’assunzione per tutti i concittadini triestini originali ovvero un futuro per i nostri figli.
    7. Per la possibilità dei concittadini esuli di rientrare in possesso dei beni abbandonati nella zona B del Territorio Libero di Trieste ovvero ottenere giustizia.
    8. Per la possibilità del rientro in patria per tutti i concittadini, i loro figli e nipoti che sono stati costretti a lasciare il Territorio Libero di Trieste negli anni della Guerra Fredda ovvero ottenere giustizia.
    9. Per una propria cittadinanza giuridica e di fatto con dei diritti garantiti da una propria Costituzione.
    10. Per gestire democraticamente la propria nazione senza più imposizioni di alcuno Stato.

    Concludiamo questa presentazione, con l’invito a partecipare al ComitatoPLT passivamente, attivamente oppure sostenendolo finanziariamente poiché la Corporazione degli Stati internazionali di Trieste legalmente esiste ma servono anche i cittadini che la traducano in realtà.
    Nell’augurio che i triestini e tutte le nazioni del mondo si ritrovino nello spirito del Comitato, questo avrà la forza di far rinascere il porto, la città ed il territorio di nuovo libero, ricco, sovrano ed internazionale.

    Il ComitatoPLT
    siamo
    noi tutti.

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